Sull’Isola esistono, per fortuna, artisti e creatori differenti, alcuni stanno dentro la casta della severa figurazione rappresentativa altri sotto il palco del concetto, pochi riescono a vivere ed esprimere la relazione tra arte e libertà. Giuseppe Livio rientra tra i liberi imprevedibili, accesso da un fuoco inestinguibile che gli fa compiere segni audaci dentro una pittura visionaria e anche gesti di principio e di coraggio. Da tempo l’artista aveva in cuore di portare il vento che soffia intorno alle isole Eolie sulla isola madre per contaminare e mostrare quelle forme ispirate da lunghe permanenze su Vulcano, luoghi nei quali la vita si avvicina all’estremo naturale. […]
“La mia intenzione – racconta Giuseppe Livio – è quella di far vedere che esiste un’anima dietro l’artista, anima che si trasferisce, se pura, nelle opere, i miei lavori mi divertono e al contempo trovano la via per comunicare e sensibilizzare». Dalla pittura di Giuseppe Livio non bisogna aspettarsi affinità dirette, meglio predisporsi ad un viaggio onirico dentro i gironi della vita che facilmente dimentichiamo, tra volti eccessivi di uomini e animali e visi di donne accesi in sguardi aperti e diretti, colori estranianti che persistono, a ben guardare, in questo mondo proposto troppo spesso vissuto con schermate a toni di grigio.
Non esistono mezze misure nella serie Transfer, ogni visione è consegnata uguale alla sua apparizione, non filtrata dalle sovrastrutture di un pensiero castrante, ma liberate come creature nella natura ed «è esattamente quella la mia strada – afferma Livio – sono sempre più convinto che tutto quello che appartiene alla natura racchiude l’esempio per noi esseri umani, non voglio più stare lontano dalla relazione tra ciò che è naturale e il mio linguaggio, non sono interessato a rappresentare, mi sento a mio agio solo se riesco a tenere gli occhi aperti”. […]
Lui è il simbolo dell’artista indomabile che la Sicilia accudisce come una madre apprensiva e fiera, visionario per nascita e impossibile da chiudere in qualche recinto artistico o critico, ma lucido e consapevole sulla condizione umana.
Dalle Isole Eolie l’artista porta la ragione della natura che dovrebbe far di nuovo parte della ragione umana, l’arte è il suo mezzo e il suo contrappunto. Una volta, poco tempo fa, mi disse così: «Siamo ospiti non graditi di un mondo fantasticamente perfetto, l’arte salverà il mondo, soltanto se ci saranno ancora residui di umani veri”.